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Fender

Anni '50, da qualche parte in America c'era uno stuolo di chitarristi abilissimi che cercavano di suonare in pubblico ma ciò era impossibile: le melodie degli strumenti venivano sopraffatti dalla gente che chiedeva se stessero suonando o meno. Come se non bastasse questa umiliazione, i batteristi coprivano tutto La Gibson, già allora multinazionale delle chitarre a vapore cercava invano di creare una chitarra elettrica partendo da una semiacustica, ma è evidente che una chitarra elettrica non può essere creata a partire da una semiacustica: al massimo si possono creare chitarre semielettriche o elettracustiche.
La geniale intuizione venne ad uno schifoso
elettrauto un tal di nome Leopard Fender, che scoprì che le chitarre elettriche senza buco suonano meglio: fu un duro colpo per milioni di chitarristi arrapati, ma questo difetto venne supplito con l'introduzione di un cavo da infilare nella chitarra E nell'amplificatore.
Il resto è storia. La chitarra elettrica da allora ha assunto ogni genere di forma, colore e dimensione. Non è più uno strumento sparuto, che sul palco non riesce a trovare il suo spazio, ma un aggeggio che da solo fa più bordello di tutto.
Da Nonciclopedia

Nel corso degli anni la Fender si è espansa notevolmente, inglobando nel suo gruppo industriale numerosi altri marchi, anche fra i più prestigiosi della storia della liuteria americana come Squier, Guild, Gretsch, Jackson o Charvel. E produce ogni giorno più di 2000 strumenti.

Nel 1985, la Fender Electric Instrument Manufacturing Company è stata venduta ai suoi dipendenti ed ha cambiato il suo nome in Fender Musical Instruments Corporation.

Con il nuovo assetto Fender ha aggiunto molti nuovi strumenti al suo catalogo mantenendo comunque in produzione tutti i modelli che hanno reso celebre il marchio nel corso degli anni.

La Fender pur continuando a produrre i suoi modelli negli Stati Uniti, da diversi anni ha impiantato le linee di alta qualità produttiva in Giappone, dove continuarono le produzioni di modelli tipo Mustang, che l' America smise di produrre ben poco dopo averla lanciata nel mercato e avvicinandoci nel tempo, più precisamente nella metà degli anni 90 produsse la Jag-Stang, poi seguono il Messico per il mercato a basso costo e altri minori produzioni, (es. Vietnam, Cina) soprattutto per la linea Squier, qualitativamente inferiori. L'originale Stratocaster, di produzione statunitense, continua ad essere il prodotto più popolare fra i chitarristi di tutto il mondo, tuttavia, negli anni molti chitarristi hanno preferito e preferiscono i prodotti di produzione giapponese, che sono anch'essi molto quotati.

Un'attenzione particolare meritano gli strumenti prodotti in Messico, Cina e Corea (questi ultimi due di qualità e prezzo inferiore al primo): la commercializzazione di strumenti molto economici, recanti il logo Fender ed in larga misura simili ai celebri strumenti prodotti in America, è una delle ragioni dell'enorme diffusione di questo marchio fra i musicisti.

Le ragioni dell'enorme successo delle chitarre Fender stanno nell'aver introdotto numerose innovazioni in controtendenza con la tradizione costruttiva dell'epoca, andando a creare qualcosa di totalmente diverso dagli strumenti ai quali i musicisti erano abituati e credendo in soluzioni che erano state bandite dagli altri marchi storici, come il "gigante" Gibson, come controproducenti.

Fu proprio l'aver posto le basi del successo Fender sulla diversità a creare un dualismo storico, che dura a tutt'oggi, con Gibson, altro colosso della produzione di strumenti a corda, che ha sempre basato e basa a tutt'oggi la propria produzione sulla fedeltà ad una tradizione più antica ed a precisi riferimenti qualitativi, seppur, come per tutte le cose, opinabili.

Le innovazioni introdotte da Leo Fender (oltre a quelle di ergonomia), sicuramente mirate anche ad un abbassamento dei costi di produzione, ma che ebbero successo soprattutto riguardo al risultato sonoro, erano basate su concetti diametralmente opposti: legnami leggeri per il corpo, pickup a bobina singola, e manico avvitato, il tutto a conferire allo strumento minor sustain, minor trasmissione di frequenze medie e medio-basse, minor potenza e quindi risposta al "tocco" meno immediata. Tutte queste caratteristiche, sulla carta poco adatte al tipico utilizzo che si fa di una chitarra elettrica, servirono invece proprio per questo a rendere le chitarre Fender, oltre che più economiche, molto più versatili e molto più facili da "dominare" contro la tendenza delle chitarre Gibson a "suonare da sole" e dunque a far dipendere il sound un po' più dallo strumento che dal musicista.

A tutt'oggi i suoni tipici di Fender e Gibson rappresentano i due punti di riferimento per i musicisti di tutto il mondo per definire la tipologia costruttiva e il suono di una qualunque chitarra, e le discussioni sul dualismo tra i due modelli di punta delle due case, la Fender Stratocaster e la Gibson Les Paul, riempiono da più di cinquant'anni le più accese discussioni dei chitarristi elettrici. Gibson e Fender sono riusciti a marchiare due modelli "estremi" di sound al di là dei quali nessuno è riuscito a spingersi, ed ogni chitarra prodotta in tutto il mondo è classificata semplicemente tra le due, a seconda del grado di vicinanza all'uno o all'altro estremo. Mentre però le caratteristiche tipiche del marchio Gibson vengono dall'applicazione di principi di una secolare tradizione liuteristica, dobbiamo la creazione dell'altro "estremo" solo al genio innovatore di Leo Fender.

Al di là di valutazioni qualitative o classifiche, la differenza certa tra Fender e Gibson sta nella timbrica degli strumenti: più grintose e "cattive" le prestazioni ottenibili con la Fender, ideale quindi per chitarristi rock o funk; più morbide e raffinate quelle che offre la Gibson, perfetta e spesso insostituibile "compagna" dei chitarristi jazz.
Da Wikipedia


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