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Lecco

Lecco ( Lècch in dialetto lecchese) è un comune italiano di 48 389 abitanti,capoluogo dell'omonima provincia situata in Lombardia e istituita nel 1992.
Nota per essere il luogo in cui lo scrittore Alessandro Manzoni ambientò I promessi sposi, la città è situata in uno dei vertici del Triangolo Lariano, sulla sinistra idrografica dell'Adda oltre ad affacciarsi sul ramo orientale del lago di Como. Compresa nelle prealpi orobiche, tra il gruppo delle Grigne e il Resegone, il suo agglomerato urbano conta oltre 114.000 abitanti
Da Wikipedia





Luoghi manzoniani a Lecco: il borgo di Pescarenico

Pescarenico – Cap. IV
È Pescarenico una terricciola, sulla riva sinistra dell’Adda, o vogliam dire del lago, poco discosto dal ponte: un gruppetto di case, abitate la più parte da pescatori, e addobbate qua e là di tramagli e di reti tese ad asciugare. (…) Il cielo era tutto sereno: di mano in mano che il sole s’alzava dietro il monte, si vedeva la sua luce, dalle sommità de’ monti opposti, scendere, come spiegandosi rapidamente, giù per i pendii, e nella valle. Un venticello d’autunno, staccando da’ rami le foglie appassite del gelso, le portava a cadere, qualche passo distante dall’albero. A destra e a sinistra, nelle vigne, sui tralci ancor tesi, brillavan le foglie rosseggianti a varie tinte; e la terra lavorata di fresco, spiccava bruna e distinta ne’ campi di stoppie biancastre e luccicanti dalla guazza. La scena era lieta.
Addio Monti Sorgenti –  Cap. VIII
Addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi più familiari; torrenti, de’ quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di pecore pascenti; addio! Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana! Alla fantasia di quello stesso che se ne parte volontariamente, tratto dalla speranza di fare altrove fortuna, si disabbelliscono, in quel momento, i sogni della ricchezza; egli si maraviglia d’essersi potuto risolvere, e tornerebbe allora indietro, se non pensasse che, un giorno, tornerà dovizioso. Quanto più si avanza nel piano, il suo occhio si ritira, disgustato e stanco, da quell’ampiezza uniforme; l’aria gli par gravosa e morta; s’inoltra mesto e disattento nelle città tumultuose; le case aggiunte a case, le strade che sboccano nelle strade, pare che gli levino il respiro; e davanti agli edifizi ammirati dallo straniero, pensa, con desiderio inquieto, al campicello del suo paese, alla casuccia a cui ha già messo gli occhi addosso, da gran tempo, e che comprerà, tornando ricco a’ suoi monti.
Da "I Promessi Sposi"

Le Grigne

Leonardo da Vinci definiva la Grignetta “montagna pelata”
Il gruppo montuoso delle Grigne fiancheggia il lago di Como ed è composto da due sottogruppi: la Grigna Settentrionale o Grignone (2410 m) e la Grigna meridionale o Grignetta (2184 m).
I due gruppi montuosi sono distinti anche se li unisce una lunga cresta e racchiudono un discreto numero di cime secondarie.
Dalla Grignetta, verso sud, si dirama l’imponente complesso roccioso della Costiera del monte San Martino e del Coltignone, che formano come un muro per la  città di Lecco:  visibili in linea d’aria dietro al campanile della Basilica di San Nicolò.
Mentre dal Grignone si staccano lo sperone del Sasso Cavallo a sud ovest, il massiccio della Cima del Palone a nord e la lunga cresta verso il Monte Palagia a ovest.
Grazie alla loro vicinanza alla città le Grigne riscuotono grande successo ed affluenza di pubblico.

La particolare caratteristica verticale del Corno di Medale, del San Martino, del Sasso Cavallo e le slanciate e variegate guglie e torri della Grignetta hanno dato impulso all’arrampicata a partire dall’inizio del novecento. Lecchesi doc hanno legato il loro nome a queste cime: Riccardo Cassin, grandissimo alpinista al cui nome sono legate pagine indimenticabili della storia dell’alpinismo e numerose vie di roccia nelle Grigne ed il più giovane e prematuramente scomparso, Marco Anghileri, che parlava della Grignetta come della “montagna di casa”.
Si ricorda la sua solitaria effettuata in unica giornata con la quale ha compiuto il concatenamento di cinque vie di roccia aperte da Walter Bonatti nella zona.  Due alpinisti che hanno  queste magnifiche cime, oramai non più solo lecchesi ma internazionali.

Dal punto di vista naturalistico la ricchezza offerta da questo gruppo montuoso è enorme, considerando anche che un vasto territorio è interessato dal parco regionale della Grigna settentrionale.
Innumerevoli le possibilità di scoprire ed esplorare le Grigne grazie ai tanti sentieri per effettuare escursioni ed arrampicate.

Da "eccoLecco"

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